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Sopra il castello di Prasco,
l’unico aperto
il 29 giugno in concomitanza con la festa di Montaldo: un
possente corpo centrale, tre torrioni e tre giardini pensili interni
alle mura, logge, prigioni e neviera. E il ricordo del grande
naturalista del ‘700 Giorgio Gallesio, antenato dei proprietari,
autore della Pomona italiana, importante raccolta di immagini e
descrizione di frutta e alberi.

Nella sala delle
udienze sono appese fotocopie a colori delle tavole originali
concernenti le uve del territorio, più tutti i cartelloni
delle mostre più prestigiose alle quali sono state esposte le tavole
originali e tutti i libri su Gallesio editi da Studi gallesiani,
dall'Accademia dei Georgofili e da altre importanti case editrici.
(info 0144.375769 – 347 3715382)
Clicca
qui e vai alla scheda del castello.

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IL GIRO DEI
CASTELLI
a cura della dott.ssa Annagiulia
De Rege
(Castello di Roccagrimalda)
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Entrare in un
castello
, vivere per qualche giorno con i ritmi di un tempo in una atmosfera
ricca di memorie private, di storie antiche, di battaglie feroci, ma
anche di grandi amori: oggi non è più solo un sogno .
Sulle colline del
Monferrato, più ancora che altrove, i castelli sembrano
parlarsi da una collina all’altra e si stagliano severi e solenni a
protezione dei borghi. Molti sono ancora abitati dalle stesse
famiglie cui erano stati affidati come feudo nel Medio Evo, altri
sono passati di mano nei secoli. Ma oggi sono”Castelli aperti”.
Infatti i
proprietari, riuniti in associazione, sono lieti di accogliere i
visitatori e di ospitarli per eventi e cerimonie in una atmosfera di
grande suggestione, dove il patrimonio storico si mescola alle
leggende e le bellezze paesaggistiche si fondono con i profumi dei
giardini.
Nella sola provincia di Alessandria sono
12 le dimore aperte al pubblico: per i singoli visitatori vi sono
date convenute ( info:
www.castellipiemontesi.it - tel. 334.376 98 33 ), mentre per i
gruppi l’ingresso viene concordato con i proprietari.
Camino,
in posizione strategica sulla pianura del Po, oggi sede di
qualificate iniziative culturali, Cremolino, feudo dei
Malaspina nel 1300 e ancora oggi munito di ponte levatoio,
Giarole, affidato dall’Imperatore Barbarossa ai Sannazzaro nel
1163 e da allora mai ceduto, Morsasco, che si erge maestoso
sulle case dell’antico ricetto, Orsara Bormida, il castello
con tre torri, i cui vigneti producono vini di alta qualità,
Piovera fortezza militare in mattoni rossi , ancora tinteggiata
a lutto per la morte di Napoleone, ma oggi conosciuta per le opere
di arte contemporanea promosse dal suo proprietario, estroso artista
lui stesso, Redabue, sorto a controllare la valle del Tanaro
e storico teatro di scontri per il dominio del Monferrato, oggi
trasformato in residenza e sede privilegiata per le cerimonie più
affollate, Rocca Grimalda, splendida residenza di patrizi
genovesi Grimaldi dal ‘500 alla fine del ‘700 , oggi restaurato reso
ancora più accogliente da un delizioso giardino all’italiana e
dall’annesso orto medioevale, completo di pergolato di uve e
pometo. E Tagliolo, castello di impronta medievale, dove i
marchesi Pinelli Gentile, proprietari dal 1498, coltivano vini
pregiati per le loro secolari cantine. A Borghetto Borbera si può
visitare il maestoso castello di Torre Ratti, la cui
costruzione risale all’XI secolo, a Molare si distingue Palazzo
Tornielli, dimora ottocentesca di gusto neoclassico, affrescato
e scenografico, mentre Villa Schella, a Ovada, offre
elegante ospitalità nelle case coloniche del suo parco secolare,
trasformate in
eleganti dimore per ospiti raffinati.
Questi, riuniti
nell’Associazione Castelli aperti del Piemonte, sono i
castelli e le ville che si possono visitare nel corso dell’anno
nella sola provincia di Alessandria)
Non fa parte
dell’Associazione, in quanto non di proprietà privata, ma non per
questo meno affascinante, il castello di Trisobbio, oggi sede
di un albergo di charme e di un ristorante. Il castello,
dalla tipica torre merlata, domina il paese arroccato sulla collina
e si dice abbia addirittura origini etrusche. Possesso feudale dei
Malaspina e degli Spinola, ha risentito, come altri della zona, del
potere e dell’organizzazione mercantile genovese per passare poi
sotto l’influenza dei Savoia e subire le lotte tra austriaci e
francesi. Vale una sosta per gustare profumi e sapori in una
atmosfera d’altri tempi e per visitare la torre. |